
Le esportazioni italiane del settore si sono mantenute stabili a 3,2 miliardi di euro nel 2025 (–0,5%). La crescita del comparto delle macchine movimento terra sostiene il settore, mentre le incertezze globali e una domanda meno dinamica esercitano un impatto negativo. Segnali positivi provengono da diversi mercati internazionali.
Nel 2025 le esportazioni italiane di macchine per costruzioni hanno raggiunto un valore complessivo di circa 3 miliardi e 226 milioni di euro, registrando una lieve contrazione dello 0,5% rispetto all'anno precedente. I risultati confermano la sostanziale stabilità del settore, nonostante le difficoltà dei mercati internazionali, le incertezze dell'economia globale e le tensioni commerciali che continuano a penalizzare le esportazioni.
I dati emergono dall'analisi contenuta nel terzo International Trade Report-2026, elaborato da Unacea (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments) in collaborazione con CER (Centro Europeo di Ricerche).
"Nonostante il complesso contesto internazionale", ha dichiarato Luca Nutarelli, Direttore di Unacea, "il settore delle macchine per costruzioni ha dimostrato una significativa stabilità. Le esportazioni hanno mantenuto le proprie posizioni, sostenute in particolare dalle macchine movimento terra, confermando così la capacità del nostro comparto di affrontare le sfide globali. Questo risultato evidenzia la forza del Made in Italy, sostenuta dall'innovazione tecnologica, dall'attenzione alla sostenibilità e da investimenti mirati nei nuovi mercati. Nonostante le incertezze geopolitiche e l'andamento altalenante della domanda internazionale, il settore continua a rappresentare un motore strategico per l'economia italiana, combinando qualità, efficienza e competitività nei principali mercati internazionali."
Il comparto italiano delle macchine e delle attrezzature per costruzioni rappresenta un segmento strategico dell'industria meccanica nazionale e un elemento fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale e la transizione sostenibile del settore delle costruzioni. Il comparto genera circa lo 0,3% del PIL italiano, con oltre 21.000 macchine vendute ogni anno sul mercato e un'occupazione di circa 85.000 addetti, considerando anche le industrie collegate.
Lo scenario delineato da Unacea evidenzia andamenti differenti nei principali mercati di destinazione, con segnali di resilienza e crescita in alcune aree che contribuiscono a compensare le difficoltà riscontrate in altri contesti internazionali, ancora condizionati dalle incertezze geopolitiche, dalle tensioni commerciali e da una domanda globale meno dinamica rispetto agli anni precedenti.
In particolare, alla solidità dei mercati più maturi si affianca il dinamismo di alcune aree in espansione, dove gli investimenti in infrastrutture e i programmi di sviluppo continuano a sostenere la domanda di macchine per costruzioni, confermando la capacità delle aziende italiane di adattarsi a scenari diversificati e in continua evoluzione.
Le prospettive del settore dipenderanno tuttavia da diversi fattori chiave: dagli investimenti infrastrutturali previsti in Europa e nei principali mercati internazionali, anche alla luce dei programmi di ripresa economica e delle politiche pubbliche di sviluppo, alla transizione tecnologica verso macchine sempre più efficienti, sicure e sostenibili, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e di riduzione dell'impatto ambientale.
A ciò si aggiunge la crescente digitalizzazione dei cantieri e dei processi produttivi, con l'integrazione di soluzioni innovative che stanno progressivamente trasformando l'intera filiera delle costruzioni, migliorandone al contempo produttività, sicurezza e competitività su scala globale.
Un'analisi più dettagliata per categorie di prodotto evidenzia dinamiche eterogenee nelle esportazioni italiane dello scorso anno. Le macchine e le attrezzature per movimento terra trainano il settore, confermandosi il segmento più rilevante, con esportazioni per 1,55 miliardi di euro, in crescita del 7,1% rispetto al 2024.
Segnali positivi arrivano anche dalle gru a torre, che hanno raggiunto 158,1 milioni di euro (+3,2%), e dalle macchine per costruzione e manutenzione stradale, con 101,8 milioni di euro (+3,6%).
Al contrario, altri segmenti della filiera hanno registrato un andamento negativo: le macchine per la preparazione degli aggregati hanno raggiunto 633,3 milioni di euro (–6,7%), le macchine per perforazione 485,6 milioni di euro (–9,4%), mentre le macchine per il calcestruzzo hanno registrato esportazioni per 296,9 milioni di euro (–9,8%).
Tra i mercati internazionali che hanno registrato i maggiori incrementi delle esportazioni italiane nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2025 figurano l'Europa centrale e orientale, il Medio Oriente, gli Stati Uniti, il Brasile, il Nord Africa e gli altri Paesi africani.
Nel 2025 il saldo commerciale del settore si è attestato a quasi 911 milioni di euro, in calo del 14,1% rispetto all'anno precedente. Il dato conferma il permanere delle difficoltà sullo scenario internazionale, nonostante la sostanziale tenuta delle esportazioni complessive.
In questo contesto, la 32ª edizione di SaMoTer, il Salone internazionale triennale delle macchine per costruzioni, in programma a Verona dal 6 al 9 maggio 2026, rappresenta un appuntamento strategico per accompagnare il settore in questa fase di trasformazione, offrendo una piattaforma di business e confronto sui principali driver di sviluppo: innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.
Con 6 padiglioni espositivi, 3 aree esterne e una superficie complessiva di oltre 50.000 metri quadrati, e con più di 500 espositori già registrati, l'evento, organizzato da Veronafiere in collaborazione con Unacea e Cece, conferma il proprio ruolo di hub europeo di riferimento per aziende, operatori e stakeholder dell'intera filiera delle costruzioni.
Il Salone abbraccia tutti i principali comparti: dal movimento terra al sollevamento e alla movimentazione, dalla demolizione alla perforazione, fino alla frantumazione e ai veicoli per cave e cantieri, oltre ai comparti del calcestruzzo e delle macchine per costruzione e manutenzione stradale. Non mancano inoltre attrezzature, componentistica per motori, ricambi, logistica, servizi e soluzioni ICT.
La manifestazione, articolata su quattro giornate, trasformerà Verona nel punto di riferimento di un settore che esercita un impatto significativo sull'occupazione, sull'innovazione e sullo sviluppo infrastrutturale.
L'esposizione non si limiterà quindi a presentare prodotti, ma si affermerà anche come osservatorio economico e industriale in grado di interpretare le dinamiche del mercato e orientare le scelte dell'intera filiera.

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